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La fabbrica di Milano | Reportage di una città in movimento

Milano. Dici Milano ti rispondono Duomo, Scala, più banalmente: centro. Il centro si può intendere come centro effettivo della città, o, con un’interpretazione molto libera, come l’insieme di tutte le vie, le piazze, le zone che contribuiscono a creare la visione di Milano nell’immaginario collettivo. Ma Milano non è solo questa. Se ci si allontana dalle vetrine del centro si scoprono aspetti della città completamente differenti, che raccontano un’economia scomparsa, fatta di artigiani e officine, cascine e osterie.
Siamo in zona 3, vicino a Lambrate. Qui troviamo due quartieri, Ortica e Cavriano, che un tempo formavano un unico paese. Oggi sono divisi dalla ferrovia, ma qualche testimonianza dell’antica unione e di ciò che erano, e in parte sono ancora, resiste al tempo.
Il paese era irrigato dal Lambro, che favoriva attività di pesca, navigazione e agricoltura. Per questo lungo via Cavriana, partendo da via Tucidide, ci si imbatte in diversi edifici e cascine d’epoca, fra cui la storica “Cascina Cavriano”.
Attraversato il Cavalcavia Buccari si arriva in via Ortica, da cui poi il nome del quartiere. Ortica deriva da orto, ma nonostante questa spiegazione rispecchi l’origine rurale del luogo non è il vero motivo della sua denominazione. Questa infatti dipende dalla presenza di un’antica osteria, oggi conosciuta come “L’osteria del gatto nero”, che portava in precedenza il nome poi ceduto al quartiere.
La chiesetta di San Faustino è un altro edificio importante nella storia del quartiere. Si trova all’inizio di via Ortica, e al suo interno riporta testimonianze di storia milanese, come un graffito rinvenuto sotto un affresco riguardante la calata di Federico Barbarossa nel 1162.
L’Ortica appare anche in una canzone di Enzo Jannacci, “Il palo della banda dell’Ortica”. Consiglio vivamente di ascoltarla.

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