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Shakespeare home-made

“Chi è quel vandalo che sta ascoltando i miei sentimenti?” sulla terrazza mia sorella di dieci anni e una sua amica stanno provando per lo spettacoloRomeo e Giulietta.
Si sono organizzate e hanno riadattato a loro modo il copione del grande drammaturgo inglese e stasera ci costringeranno a guardarlo. Intanto, però, sono stata ingaggiata come Balia-Mercuzio-Tuttofare: sono riuscita a sfuggire alle prove al gelo, convincendole della mia bravura nell’improvvisazione, ma credo che le deluderò un pochino. Le loro voci, intanto continuano a risuonare squillanti: ora vogliono delle spade per combattere, ma credo che si dovranno accontentare di rudimentali bastoni.
“Ora fai finta di essere Romeo e urla: Maledetto! Ti ucciderò! ”
Non si stancherebbero mai. Urlano, pestano i piedi per terra e si arrampicano sul tavolo che funge da balcone, cercando di travolgermi.
“Devi piangere, non ridere!” in un attimo da Giulietta diventano padri di famiglia e tra le risate continuano le prove.
Credo che Shakespeare sarebbe felice di vederle, di vedere come un grande spettacolo riesce a rivivere nei loro giochi, perché è questo che un vero capolavoro riesce a fare: dopo più di trecento anni continua a essere rappresentato e amato, ad emozionare le persone e a farle divertire, con attori dalla grande espressività nei più celebri teatri o con l’impegno e con l’entusiasmo che due bambine riescono a mettervi.
“Non ti preoccupare Romeo: potrebbe andare peggio…”
“E come?”
“POTREBBE PIOVERE!”
Mescolano film come “Frankenstein Junior” o “Star Wars”, trasformando quello che volevano fosse uno spettacolo serio in un’esilarante parodia e nei momenti più sdolcinati scoppiano entrambe a ridere.
“Giulietta è morta? Dopo questo c’è il letto di morte, no? Io faccio Romeo, allora”
Non riesco a resistere e sbircio le bambine. Romeo (mia sorella) è steso per terra, accanto ad una lattina di Redbull (il veleno) e Giulietta, appena sveglia, chiede:
“Ma da che parte sta il cuore? Di qua, no di qua! O Romeo, sei pallido come il latte e il tuo cuore non batte più. Ecco un coltello! Oh… perché ci stai guardando?! Con questo coltello ti ucciderò!” E mi si scagliano addosso strappandomi la promessa che proverò almeno una volta: ora sono diventata anche Frate Lorenzo e una misteriosa figlia di Giulietta che i medici con le avanzate tecnologie dell’epoca hanno salvato, a cui la balia sta raccontando la storia. M’informano che ci sarà un solo spettatore, mio zio. Le tengo un attimo a bada sacrificando il mio iPod, prima di essere trascinata a fare le prove.
Sì, credo proprio che Shakespeare si divertirebbe vedendoci alle prese con il nuovo Romeo e Giulietta home-made!

(vignetta di Diana Uvidia)

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