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Sultani e Gormiti: ecco i veri protagonisti del calciomercato
Calciomercato, una parola che racchiude al suo interno un’infinità di sensazioni, difficoltà, sogni e delusioni: colpi annunciati, trattative nascoste, sorprese e aste. Tutti questi fattori devono, però, rapportarsi con il fair play finanziario, la nuova (e giustissima) regola che Michel Platini sta spingendo la UEFA ad emanare.
In Serie A, tutte le big, eccezion fatta per i tricampeones dell’Inter, hanno pensato a rinforzarsi. La Juventus, dopo la nomina a Presidente di Andrea Agnelli, e le investiture di Marotta e Paratici a responsabili del mercato, ha intrapreso una laboriosa e dispendiosa opera di ristrutturazione: Cannavaro, Zebina, Trezeguet, Giovinco, Candreva, Camoranesi e Diego hanno traslocato in cerca di miglior fortuna, mentre, alla corte di Gigi Del Neri sono approdati Pepe, Storari, Bonucci, Motta, Aquilani, Krasic, Martinez, Lanzafame, Quagliarella. Una campagna acquisti basata sulla quantità che sembra aver reso la Juve nulla più che una “provinciale di lusso”, anche perché rimangono evidenti i limiti dei bianconeri, soprattutto nel reparto arretrato. Niente di preoccupante per paron Agnelli, che ha recentemente dichiarato la Juve essere un cantiere aperto.
Adriano Galliani, Sottosegretario alle Attività Calcistiche della Presidenza del Consiglio, dalla sede estiva del A.C. Milan (il Bagno Twiga di Marina di Pietrasanta), ha finalmente deciso di rinnovare un organico da anni privo di energia e stimoli. Perciò in ogni reparto è comparso almeno un volto nuovo: Marco Amelia per la porta, Sokratis Papastathopoulos, Bruno Montelongo e Mario Yepes in difesa, il pluritatuato Boateng a centrocampo e i due assi Robinho e Ibra per l’attacco. Il plenipotenziario, rigorosamente accravattato in giallo, non ha trascurato neanche l’argomento delle partenze. Hanno abbandonato Milanello Kaladze e Huntelaar, entrambi osteggiati dal tifo rossonero, Marco Borriello è stato accolto dal Milord del Testaccio tra i suoi lupacchiotti, mentre Oddo, Jankulowski e Onyewu, dopo aver imbarazzato la tifoseria dei cacciaviti, hanno evidentemente comunicato la stessa impressione nei confronti dei buyers degli altri club. Difficile prevedere il futuro di un Milan dall’andamento incostante, che non sembra aver ancora trovato stabilità, soprattutto nella fase d’interdizione.
La Roma di Pradè e Montali ha provveduto all’innesto dell’imperatore Adriano, del mediano Fabio Simplicio, dei fratelli Burdisso e del bomber partenopeo ex fidanzato di Belen.
Tranquilla sembra la situazione in casa Inter: vocione Max Moratti non ha ritenuto opportuno acquistare, giudicando la rosa tricampeone già competitiva. Per sfruttare il momento di massima quotazione dei sudaca Maicon e Milito, ormai non più giovanissimi, da via Durini si sarebbe forse dovuto pensare alla cessione dei due, permettendo alla società di racimolare un tesoretto vicino ai quaranta milioni, utile all’acquisto del duttilissimo Javier Mascherano, mediano ventiseienne che, come il coetaneo Mathieu Flamini, è in grado di ricoprire la posizione di terzino. Avrebbe fatto comodo ai bauscioni anche l’argentino dei Reds Emiliano Insùa, terzino sinistro ventenne di evidenti qualità, capace di posizionarsi anche al centro della difesa, seguito da Genoa e Lazio, ma prelevato nel finale dal Galatasaray. Scelta poco condivisibile, quella di cedere Super Mario Balotelli che, appena approdato al City ha permesso al team di Mancini di vincere il preliminare di Europa League contro il Timisoara.
Grande protagonista dell’estate è stato il Monarca dei Gormiti Enrico Preziosi, abile nel portare a Marassi la perla lusitana Miguel Veloso, il veloce terzino carioca Rafinha e il bomber ex Bayern Monaco Luca Toni, per citare alcuni dei colpi del Grifo.
Qualche accenno ai movimenti degli arcirivali Equipos iberici e ai Team d’Oltremanica.
Florentino Pèrez e José Valdano hanno deciso ancora una volta di acquistare in grande stile: pronti, via e in un mese al Bernabèu sono approdati Angel Di Maria, Mesut Ozil, Sami Khedira, Ricardo Carvalho, Sergio Canales e Pedro Leòn. In Catalogna il Barça del neopresidente Rossell ha risposto con David Villa e Javier Mascherano, mostrando alle merengues la volontà di ripetere le due ultime stagioni trionfali.
Tottenham, Arsenal, Chelsea e Manchester, squadre già dotate di un’ossatura abbastanza robusta, hanno solo dovuto sistemare alcuni dettagli, ingaggiando rispettivamente: Van der Vaart e G. Dos Santos, Chamakh, Ramires, Hernandez.
Invece, il Pricipe arabo Mansour, membro della famiglia reale del Dubai, attingendo al patrimonio di famiglia (670 miliardi di petrodollari), ha potuto depredare come i suoi antenati arabi le squadre di mezza Europa: ha strappato Yaya Tourè al Barça, David Silva al Valencia, Aleksandar Kolarov alla Lazio, Jerome Boateng all’Amburgo, Harry Milner all’Aston Villa, il già citato Balotelli all’Inter e ha riportato al Man’ City, dopo un anno di prestito, l’attaccante brasiliano Jo e il portiere inglese Joe Hart, vero upgrader di quest’inizio di stagione.

