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Le alluvioni
Quest’anno alcune zone dell’Italia sono state colpite in modo catastrofico da violente alluvioni. Queste zone sono la Liguria, la Toscana e, recentemente, la Sicilia.
Non è la prima volta che accadono fatti simili: già nel lontano 1970 una forte alluvione (900 mm d’acqua in 24 ore) colpì Genova, Voltri e le Cinque Terre. Le vittime furono 44 e gli sfollati oltre 2000. Anche nel giugno del 1996 si verificò un fatto simile, che colpì: la Versilia (157 mm in 60 minuti), il paese di Cardoso (spazzato via da un’onda di piena di 4-5 metri), ponte Strazzemese, Serravezza, Pietrasanta e Fornovolasco di Garfagnana. L’ultima alluvione risale al 23 settembre del 2003, quando un violento nubifragio colpì la provincia di Massa Carrara.
Per quanto riguarda la Sicilia, sono state colpite le zone di: Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Saponara. Il bilancio totale dei morti è di 3 e i danni sono ingenti.
Ma cosa si poteva fare per evitare i recenti disastri? E cosa si è effettivamente fatto? Quali sono i fattori che hanno determinato questi eventi?
Tanto per cominciare, si potevano pulire le fogne a dovere. Così facendo, si sarebbe potuto evitare che l’acqua fuoriuscisse e contribuisse ad allagare le strade. Nella foto potete vedere l’effetto che questa negligenza ha provocato nel comune di Genova.
In secondo luogo, per prevenire tale situazione, si potevano realizzare dei canali di scolo per far defluire l’acqua, impedendole di allagare le strade.
Il vero problema è che i vari comuni non si sono preoccupati di cercare un modo per prepararsi a contrastare tali avvenimenti. In sostanza, non si è fatto assolutamente niente. In effetti, se si nota bene, è passato molto tempo prima che arrivassero i mezzi di soccorso. Tali mezzi non sono giunti in tempo in parte per le strade bloccate, in parte per il semplice fatto che non erano pronti ad intervenire.
Il fattore determinante di un’alluvione è sicuramente la quantità di pioggia. Ma in questo caso non si è potuta prevedere la quantità delle precipitazioni. Sarà stato un malfunzionamento degli impianti meteorologici? O forse qualche danza della pioggia da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel?
Se si considera il secondo punto, potrebbe essere probabile. Difatti, l’allegra e spensierata “Heidi” si vanta tanto del suo adorato spread che potrebbe benissimo averci sabotato per evitare che quest’ultimo diminuisse.
Qualunque sia il motivo, non ci resta che infilare un paio di stivali di gomma, imbracciare una vanga e sperare che smetta di piovere.
Un saluto e un Buon Natale dai vostri neo-Sofisti.

