Archivio delle Categorie: Martina Magro Malosso
Noi siamo qua per cercare la felicità
Lui pensava che la vita fosse sua. Lui aveva il diritto di morire. Magari l’ha visto fare. Lo faceva lui stesso nella sua mente, come quando si trovava lì. Lì con sua moglie morta. Un passo e poteva finire sotto una metro, un salto e si sarebbe trovato cadere dalla nave in un oceano o dal balcone di casa sua sulla strada o ancora dalla farmacia alla bara.
Si sentiva morire dentro.
Non morì per egoismo. Forse semmai per altruismo. Un gesto per l’Italia, non per i suoi amici, per la sua famiglia. La depressione è una malattia irrimediabile a volte. Lo capiamo adesso?
Andò a morire in Svizzera. La sofferenza, la depressione ne furono le cause. Insopportabili. Fragilità. Non debolezza.
Nessun peso può essere uguale al peso della vita, nemmeno quando tutta la vita è un peso.
Non ha senso.
Nessuno può entrare nella coscienza di qualsiasi persona.
Se uno ha la forza di suicidarsi dovrebbe avere anche la forza di rimanere in vita, utilizzare quella forza per resistere, sopportare, farcela. Forza.
Non si può capire.
Se non sei depresso, malato, non puoi capire. Se sei vivo, e non morto dentro, non puoi capire. La vita non comprende la morte.
Lui non era di Dio. Forse poteva essere figlio di Dio. Avrebbe potuto mettere la sua vita nelle mani di Dio.
Ma il diritto di vivere, il diritto era suo.
Se uno è sulla terra per trovare la felicità e sa di non poterla trovare e che non la troverà.
Se è convinto o meno di quello che fa ma pensa a sé e non agli altri,o forse no.
E pensa agli altri, sì pensa anche agli altri,ma il loro valore non vale così tanto,anche perché il suo stesso valore per lui non conta. O forse si. Potrebbe contare anche quello degli altri.
Non riusciva a diventare più forte. Ma solo più fragile. Oppure è proprio diventato forte, forte per un’ultima volta, forte che non ci sarebbe stata più alcuna debolezza, perché non ci poteva essere, non ci sarebbe stata.
Consapevolezza.
Con la sua morte salva il valore di vita.

“Ho deciso di morire” | Lucio Magri (Ferrara 1932-Zurigo, Clinica Dignitas 30 Novembre 2011), giornalista e co-fondatore del Manifesto. In politica milita nel Partito Comunista Italiano e in seguito in Rifondazione Comunista e tra i Democratici di Sinistra. Deluso dalla vita politica e provato dalla depressione per la scomparsa della moglie, dopo aver salutato gli amici si reca in Svizzera e pone fine alla sua vita in una clinica di Zurigo con il suicidio assistito.
