Archivio delle Categorie: Giulia Sagrada

Castelli di carte

Avete presente quando costruite un bel castello di carte, impiegate ore stando ricurvi su quelle minuscole lame cartacee dagli arabeschi colorati tanto da rovinarvi la vista e poi basta solo un leggero soffio di vento per far crollare l’intera fragile struttura? Ecco, questo è ciò che accade sempre e inevitabilmente secondo le regole di un fato crudele: ogniqualvolta le nostre aspettative vengano deluse e questo, inutile aggiungere, succede molto spesso. Non parlo da persona insoddisfatta e triste che vorrebbe trovare una consolazione alla sua miserabile esistenza ma come qualcuno che si domanda perché novantanove volte su cento le cose vanno diversamente da come vorremmo. (E’ vero, probabilmente un po’insoddisfatta lo sono!). Forse abbiamo solo bisogno di un po’ di fortuna (dopotutto qualche grammo in più non guasta mai) ma purtroppo non è solamente questo. Mi chiedo se ci sia un sistema per decidere noi, da protagonisti assoluti, ciò che vorremmo succedesse o comunque vorrei ci fosse un modo (un po’ come nei sogni) per renderci conto con maggiore chiarezza di che cosa potremmo o non potremmo ottenere in modo da poter guardare altrove, in circostanze poco favorevoli, verso un futuro diverso magari persino migliore. Mi rendo conto di volere la vita un po’ troppo facile, tuttavia non posso biasimarmi. Vorrei più certezze, cose concrete, sicure e non tanti castelli di carte costruiti solo per puro divertimento della nostra mente contorta e maligna. Mi piacerebbe esistesse una sorta di colla speciale per tenere insieme tutte le carte ed impedir loro di cadere, di mescolarsi in un unico ammasso colorato ed indistinto. Perché le carte devono cadere? Non accetto teorie scientifiche o qualsiasi altra spiegazione newtoniana o gravitazionale che sia. Sono certa di non poter avere la sicurezza che cerco ma chissà cosa succederebbe se invece di costruirli ci limitassimo a immaginarli. Non dico che non si debbano creare del tutto e l’immaginazione potrebbe essere una soluzione, perché no? ‒ in fondo l’immaginare non li rende meno veri se tanto prima o poi dovranno sgretolarsi, e chissà che dalle loro ceneri non ne nascano di più solidi in futuro. Ahimè, l’illusione non è però contemplata se si desidera una vera risoluzione del problema; dunque non ci sono alternative: i castelli devono cadere e non c’è colla che tenga! Forse non è detto che questa “demolizione” sia un male, dopotutto limitandoci soltanto a proteggerli impediremmo loro di cadere e quindi non potremmo mai capire se questi siano  effettivamente solidi.

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